Non guardatemi così

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Rita ha finalmente trovato lo scopo più importante della sua vita:  cercare di evitare ad altre giovani, soprattutto adolescenti e preadolescenti, di diventare vittime dell’anoressia.  L’arma segreta e potente di questa malattia è quella di riuscire a camuffarsi, ad agire indisturbata, non notata. Quindi, per fermarla in tempo, è necessario smascherarla, metterla in mostra, denudarla, svelarne tutti i segreti prima che sia troppo tardi. Ed è importante far conoscere anche i patimenti che ne derivano, in tutta la loro assurdità.

Dell’anoressia bisogna averne paura perché non è meno grave di altre gravi malattie.

Le pagine di questo libro riportano una storia vera. La protagonista-coautrice, prevalente voce narrante, dopo tanti anni di sofferenze e di silenzi, decide di rivelare agli altri il suo mondo, le sue tristi vicende, le sue visite psicologiche e psichiatriche, i ricoveri nei luoghi di cura, i suoi tentati suicidi.

Gli avvenimenti descritti, in qualche caso, persino con apparente leggerezza, le persone, i luoghi. Anche se a volte assumono aspetti tanto paradossali da richiamare alla memoria alcune narrazioni pirandelliane, i fatti e  le date, sono assolutamente autentici.

Avendo vissuto per tanti anni, da quando iniziarono i suoi “disturbi” ad oggi, in un sostanziale stato di emarginazione rispetto agli estranei ed in costante conflittualità con alcuni suoi familiari, questi ultimi non riescono ad accettare che una loro congiunta sia affetta da una malattia che a loro appare inspiegabilmente assurda. Rita tenta, con tutte le capacità di persuasione di cui riesce a disporre, di ripristinare quei contatti e quel dialogo interrotto perché ne avverte un’intima profonda necessità.  Cerca di spiegare loro ch’ella è una persona non diversa dalle altre. Ella si ritrova prostrata da una particolare malattia allo stesso modo di altre persone colpite da altre specifiche malattie. Anche lei è capace di azioni altruistiche e di manifestazioni di affetto, ma ha anche il bisogno vitale di essere compresa e di ricevere affetto.

Inoltre, al lettore attento non sfuggirà un aspetto ancora più importante delle vicende narrate: tra apparenti contraddizioni, Rita si avventura nei meandri dei suoi ricordi cercando la causa della sua caduta. Dà delle risposte che potrebbero portare ad una possibile verità.  Senza mezzi termini, a volte persino in modo crudo, porta in superficie alcuni reconditi segreti dei suoi pensieri, alcuni suoi assurdi comportamenti, lo sdoppiamento della sua personalità…

Recensioni

Mercoledì, 14 Settembre 2016
Ho trovato facile e interessante la lettura delle pagine di questo libro. Il tema, molto serio, viene trattato in modo semplice e coinvolgente nello stesso tempo. Sono venuto a conoscenza di pensieri, sofferenze e assurdità di cui sono protagoniste e vittime insieme le persone affette da anoressia.
Michele
Lunedì, 05 Settembre 2016
di recente ho avuto modo di leggere questo libro. Una considerazione da fare e' che le pagine sono scritte con estrema semplicita' e chiarezza. Da esse si evince che e' necessario prevenire l'anoressia. Nelle pagine del libro la protagonista Rita racconta la sua esperienza e le sue sensazioni durante la malattia. Puo' essere di sicuro aiuto a chi senza saperlo sta per entrare in questa triste avventura della vita.
Massimo De Biase
massimo

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